Il decreto legge n. 36, rende pienamente operativo l’obbligo di accettare pagamenti con carte di debito e di credito da parte dei soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi anche professionali.

Dal 30 giugno 2022 viene stabilita l’applicazione delle sanzioni agli esercenti e ai professionisti che negano l’utilizzo del Pos.

Esercenti, commercianti e professionisti che non accetteranno pagamenti con moneta elettronica rischieranno una sanzione in misura fissa di 30 euro, a cui se ne andrà a sommare un’altra pari al 4% del valore complessivo della transazione. 

L'art 18 del PNRR 2 stabilisce l'obbligo di fatturazione elettronica ai contribuenti:

  • in regime forfettario 
  • in regime di vantaggio
  • alle associazioni sportive dilettantistiche che nel periodo che nel periodo precedente hanno conseguito proventi da attività commerciale per un importo non superiore a 65.000.

che nell'anno precedente abbiano conseguito ricavi o percepito compensi superiori a euro 25.000. Sono esclusi anche coloro i quali hanno aperto o apre la PIVA nel 2022.

Con la fattura elettronica, si avrà evidenza della imposta di bollo di 2 euro quando il corrispettivo della fattura supero l'importo di 77,47.

Lo Studio Missori mette a disposizione l'app per la fatturazione elettronica, del ns partener Datev Koinos, Superbill www.superbill.it

Da oggi i lavoratori del pubblico e privato che hanno almeno 50 anni o li compiranno entro il 15 giugno, dovranno possedere la certificazione verde derivante dal vaccino o dalla guarigione. L'obbligo è previsto fino al 15 giugno, mentre per i lavoratori più giovani resta sufficiente esibire il green pass base.

Le aziende potranno effettuare le verifiche, come fatto finora con il green pass base con la App Verifica C-19. Chi è esentato dal vaccino per motivi di salute potrà essere controllato con gli stessi strumenti usati per gli altri lavoratori, perché dal 7 febbraio la certificazione di esenzione è digitalizzata, ed è collegata a un Qr code, come il green pass.

Gli ultracinquantenni che non potranno esibire il green pass rafforzato saranno considerati assenti ingiustificati, senza conseguenze disciplinari e con diritto a conservare il posto di lavoro, fino al 15 giugno 2022. Ma non avranno la retribuzione. Le aziende, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata possono sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi, rinnovabili più volte.

Al lavoro senza esibire green pass

Il 30 aprile finisce l’obbligo di possedere ed esibire il green pass per accedere ai luoghi di lavoro e quindi viene meno il correlato obbligo di controllo datoriale.

La cessazione dell’obbligo riguarda tutti i lavoratori del pubblico e del privato. Anche gli ultracinquantenni, per i quali permane l’obbligo di vaccinazione sino al 15 giugno prossimo, potranno presentarsi al lavoro senza dover esibire il green pass.

Mascherine

L’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie verrà meno dal 1° maggio, in molti luoghi al chiuso: negozi, supermercati, ristoranti e bar. Ma anche in uffici pubblici, banche, uffici postali, musei e biblioteche, palestre. Nonché dal barbiere, dal parrucchiere e dall'estetista. Via la mascherina anche nei luoghi all’aperto dove finora vigeva l’obbligo: arene cinematografiche, concerti stadi. La mascherina continua ad ogni modo ad essere raccomandata in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico.

Nei luoghi di lavoro, fino al 30 aprile le mascherine (chirurgiche) sono considerati dispositivi di protezione individuale, il venir meno della qualificazione come Dpi, trascina con sé anche gli obblighi imposti dal 2020 ai datori, dalle norme dei Protocolli anti-contagio.

Considerando la persistenza del rischio di contagio (che sul luogo di lavoro è considerato infortunio), appare opportuno mantenere l’obbligo di mascherina, soprattutto dove non sia possibile assicurare le distanze interpersonali. Va ricordato che molti protocolli aziendali, impongono l’uso delle mascherine a prescindere dalle disposizioni legislative. Infatti il datore, in un’ottica di rigoroso rispetto del dovere di sicurezza, può continuare ad imporre, fino a che permane il rischio Covid-19, l’uso della mascherina.

Si attendono aggiornamenti nazionali, che chiariscano se e in quali termini persista l’obbligo di indossare la mascherina, per evitare incertezze, fraintendimenti e futuri contenziosi.

 

 

Il 2022 sarà l’anno di entrata a regime dell’Assegno Unico Universale. Il nuovo strumento si propone di creare un beneficio economico da attribuire in favore di tutti i nuclei familiari con figli a carico e sarà determinato per scaglioni, sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

L’assegno è: 

universale in quanto sarà attribuito a tutte le famiglie con figli a carico residenti e domiciliate in Italia; 

unico in quanto andrà a sostituire o rimodulare in modo strutturale le seguenti prestazioni assistenziali:

    • detrazioni dall’imposta per figli a carico
    • detrazioni per le famiglie numerose
    • assegno per il nucleo familiare
    • assegno temporaneo unico 2021

Sarà riconosciuto a decorrere dal settimo mese di gravidanza e fino ai diciotto anni di età del figlio, con possibilità di prolungarlo sino al ventunesimo anno di età, a condizione che i figli:

  • stiano frequentando un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea;
  • stiano svolgendo un tirocinio;
  • abbiano un lavoro che produca un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • risultino iscritti come disoccupati in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • stiano svolgendo il servizio civile universale.


Presentazione della domanda

Sarà possibile presentare domanda all’INPS a partire dal 1° gennaio 2022, tuttavia, l’erogazione dell’Assegno Unico Universale avverrà a partire da marzo 2022 e la domanda avrà validità fino a febbraio 2023. Anche a regime, l’Assegno verrà erogato per un periodo di 12 mesi, da marzo di ciascun anno e fino a febbraio dell’anno successivo.

Dovrà essere presentata ogni anno, in modalità telematica all’Inps. Per poterla presentare autonomamente sarà necessario possedere il proprio Spid e allegare il modello ISEE, in alternativa rivolgendsosi ai Caf patronato o al contact center INPS. Le erogazioni inizieranno a partire da marzo 2022 tramite bonifico sul conto corrente dei genitori. In caso di mancanza di ISEE o di ISEE superiore a 40.000 euro, si potrà presentare l’istanza per l’ottenimento dell’importo minimo. Resta salva comunque la possibilità di presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica per l’ottenimento dell’Isee in data successiva alla presentazione della domanda di assegno unico. In tal caso l’importo spettante verrà ricalcolato a decorrere dalla data di acquisizione dell’Isee. 

La domanda prevede l’autocertificazione della composizione del nucleo familiare e dei figli, il luogo di residenza, l’Iban di uno o di entrambi i genitori. Possono riscuotere l’assegno i genitori, anche in modalità ripartita, secondo le indicazioni fornite all’atto della richiesta. I figli maggiorenni hanno facoltà di inviare direttamente la domanda per ricevere, autonomamente, la quota di loro spettanza.

Per evitare che nel mese di marzo i lavoratori abbiano una minore disponibilità economica, l’Inps ricorda di inoltrare le richieste entro il 28 febbraio, assicurandosi così la ricezione dell’assegno unico nel mese successivo.

L’importo dell’Assegno Unico Universale sarà variabile e determinato sulla base del risultati dell’ISEE del nucleo familiare richiedente e dell’età dei figli a carico. Inoltre, sono previste delle maggiorazioni per alcuni casi specifici.

  • Per ciascun figlio minorenne: importo da 175 euro a 50 euro al mese. Tale importo spetta nella misura piena di 175 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane di 50 euro.
  • Per ciascun figlio maggiorenne fino a 21 anni: importo da 85 euro a 25 euro al mese. Tale importo spetta in misura piena di 85 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane di 25 euro.
  • Per ciascun figlio successivo al secondo: maggiorazione da 85 euro a 15 euro al mese. Tale importo spetta in misura piena di 85 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane di 15 euro.

Arretrati:

  • Entro giugno 2022 sarà possibile presentare la domanda senza perdere gli arretrati, che decoreranno da marzo 2022 (entrata in vigore).
  • A partire da luglio 2022, l’assegno potrà essere erogato solo per il mese corrente di presentazione, con conseguente perdita degli arretrati.

La gestione dell’assegno unico è di esclusiva competenza Inps e il datore non viene coinvolto. Si tratta di un’estraneità ancor più marcata rispetto all’assegno per il nucleo familiare; infatti, mentre per quest’ultimo il coinvolgimento del datore era previsto per l’erogazione nel cedolino di paga, per il neonato assegno pensa l’Inps anche a pagare. Ogni eventuale disservizio o anomalia dovrà, quindi, essere gestita dal lavoratore direttamente con l’Istituto.